domenica, dicembre 30, 2007

Nimbuzz il voip sul cellulare

Rubo fresco fresco dalla statusbar di Lorenzo Viscanti il link a Nimbuzz.
A metà tra un servizio ed un programma, Nimbuzz porta sul cellulare tutti i vostri contatti jabber, skype, google, aim etc
per poter chattare o fare telefonate in voip nella maniera più tra le più semplici che abbia mai avuto modo di provare.

Peri i più Light Tech sappiate che non c'è neppure bisogno di navigare col vostro cellulare sino al sito di numbuzz.

Basta inserire il vostro numero di telefono (avendo cura di farlo precedere da +39) e vi arriva un messaggio con il link a cui connettervi.

Da qui basta scegliere la propria marca e modello (ce ne sono veramente tanti, non solo i soliti Nokia) digitare username e pw ed eccovi proiettati nel magico mondo della rete.

Personalmente ho provato con una Samsung sghZv40 ed e andato tutto liscio. Unico avvertimento: badate di avere un piano adeguato per il traffico dati, altrimenti la prima installazione potrebbe costarvi cara.

Speriamo che le compagnie italiane si svegliono riguardo ai piani tarriffari per il traffico dati altrimenti le chiamate con skype saranno più un miraggio che una realtà concreta.

Nekuia

sabato, dicembre 29, 2007

Andante... con BRIO

Volevo scrivere un post per parlare del nuovo Adobe BRIO, un bel servizio di desktop sharing.
Ma è tardi ed ho sonno. Questa ragazza mi ha fatto fare un paio di risate ed ha una bella voce.
Il post lo rimando.


Ps: per i curiosi c'è anche il video con i sottotitoli.

La canzone è scritta per il celebre servizio Digg (il fratellone di diggita, per intenderci). Chi se la sente di scrivere una canzone per diggita?

Nekuia

giovedì, dicembre 27, 2007

Sameplace 0.7.10 sotto l'albero o affianco alla torta?

Cicogna delle release: Santità dove la scarico, sotto l'albero o affianco alla torta?
Bard: Mha... faccia lei, tanto per me è lo stesso
Cicogna: [pensiero] megalomane

Quel che la cicogna non sa è che davvero, per Bard, non fa differenza avere una release nuova di zecca come regalo di Natale o di compleanno.

Tranquilli, non è idolatria e solo un modo prolisso per fare gli auguri di buon compleanno al papa' di sameplace visto che ci ha (o si è?) regalato, come di consueto, l'aggiornamento natalizio di Sameplace (0.7.10).

Da segnalare che sotto L'albero sameplace ha anche trovato un tutorial nuovo di zecca (so che non è abbastanza light tech, essendo in inglese, ma si capisce e a breve spero di poterlo sottotitolare)


In Breve
Le novità sono più concettuali che di interfaccia (ma, fidatevi, qualcosa di grosso bolle in pentola e cercherò di intercedere almeno per avere una printscreen da farvi assaporare) [bard se mi leggi dai l'assenso]

In sintesi, le novità più rilevanti sono:

- L'integrazione con OpenID;
- Notifica quando un contatto vi chiede di interagire con lui;
- Invio rapido di un link via menu contestuale;
- Aggiunta del comando /nick per cambiare nome visualizzato in una chatroom;
- Nelle conversazioni anonime quando si punta col mouse un nome, l'indirizzo non è visibile;
- Quando registrate una chatroom nella lista dei contatti, il nick con il quale vi siete iscritti rimane associato ad essa.

Lo so o so, questo post è meno entusiasta del solito... ma è colpa di Bard, prendetevela con lui
[ho visto cose che voi umani...] :-)

Nekuia

mercoledì, dicembre 26, 2007

Tirando le somme

Il mio obiettivo, con Light Tech, era avere tre lettori sufficientemente affezionati (tra parenti amici, conoscenti e passanti).
Ho fallito. Allora ho rimediato pagando tre commessi viaggiatori perché si connettessero ad ogni viaggio ed ho raggiunto il risultato che vedete nell'immagine.
Grazie alla costanza di questi tre figuri siamo riusciti ad ottenere anche qualche visita.
Light tech visite
Purtroppo però anche loro invecchiamo e mi hanno chiesto un carattere più grande (sin troppo) allora ne ho approfittato per mettere la funzione qui a lato per aumentare o diminuire i caratteri.

Questo post è un grazie a loro, e a chi (scherzi a parte), ostinatamente, mi tiene nel feed reader o nel bookmark sperando -beato lui- di trovare qualcosa di sensato.
Fortuna che leggete davvero in pochi in questi giorni altrimenti ci mancava solo una sviolinata di sottofondo ;-)

Nekuia

venerdì, dicembre 21, 2007

Rifletto Tv: streaming in HD Sono vecchio vecchio vecchio

rifletto tvQuanto tempo è passato da quando i film ci mettevano giorni ad essere scaricati con il caro WinMx.
Quanta emozione nel masterizzare un divx ad un amico e, passandolo con cautela di mano in mano, ricevere a tua volta una copia di un altro file...

Quando navigo - ed è forse per questo che lo faccio - mi sento vecchio ad ogni nuova "rivoluzione" e "neonato" ad ogni nuova, quotidiana, cosa da imparare.
Lavorare con la rete è forse questo: stare sospesi nel tempo. Ma basta riflessioni.

Rifletto Tv è a dir poco notevole, scoperto grazie alla segnalazione di Kastalja (che ringrazio) riesce a portare film - a altri contenuti niente male - direttamente in streaming sullo schermo del computer. Talvolta persino in HD e, chiccha, gratis.
Per coloro che pensano a film vecchi o di qualche autore polacco neo-post-struttural-realista dico subito che si sbagliano.

Ecco qualche esempio del canale Cinema:

Batman Begin
Ratatuille
Star Wars (la minaccia fantasma)
Star Wars (la vendetta dei Sith)
I fantastici 4
HarrY Potter e la Pietra filosofale

e molti altri. Provare per credere. Unico difetto, l'avvio è lentino, ma poi recupera in qualità e fluidità dell'immagine.

In fondo essere high o light tech è solo una questione di semantica. Pensate che tutto questo ai mie tempi si chiamava file sharing...

Nekuia

giovedì, dicembre 20, 2007

Problemi dell'informazione (o dell'istruzione)

Quando accade quello che si vede nella foto, vuol dire che l'informazione comincia davvero ad avere dei problemi.

problemi dell'informazione

Per una volta la svista (perché tutti ci auguriamo che di questo si tratti) non succede in Italia; la differenza con quel che succederebbe qui è lo scalpore che questa allocazione delle notizie ha comportato. Tale da meritare oltre 1500 Digg.

Tornerà forse di moda l'annoso problema che cerca di assegnare la colpa di questo ai giornalisti o a chi i giornali li legge. Non me ne curo, è solo l'abitudine di chi cerca colpevoli anziché soluzioni.

Preferisco notare, con piacere, che la Rete sta sviluppando al suo interno sempre più anticorpi naturali per combattere queste "sviste" o questo tipo di malcostume.

In definitiva - e qui mi accodo a Fausto - la responsabilità non è di chi giornali li scrive, né di chi li legge. Ma di chi ha (o meglio non ha)insegnato a leggere o a scrivere i giornali.

Spesso basta un poco di buon senso, "light tech", se volete, "allo stato brado", se preferite... ma è sempre quella cosa là, no?

sabato, dicembre 15, 2007

italia: un brillante futuro alla spalle (op cit)

Pensavo di essere light tech io, poi provato alla fiera "più libri più liberi"questo coso (gentilmente e offerto da un azienda che vorrebe fare in modo che gli ebook non possano essere copiati).


Se questo è il tasso di innovazione che ci aspetta in italia ha ragione il New York Times.
A guardare questo vedeo sembra che il futuro sia macOs8.
Poveri noi.
Spero che l'iphone ci salverà, in caso contrario (visto che il prezzo è lo stesso ma le prestazioni molto migliori) do il mio voto all'eeepc

Nekuia

martedì, dicembre 04, 2007

L'embed come successore della deissi cognitiva: ovvero "sulla deissi digitale"

Qualche giorno fa, per lavoro mi è capitato di ricevere un codice di embed "non funzionante". Il problema stava nel fatto che mancava il link al video, questo mi ha portato a riflettere sulla natura dell'embed.
L'embed, di fatto il vero emblema della rivoluzione di internet (che lo si chiami Web 2.0, pippo o o user generated content) non è altro che la trasposizione sul web di una forma linguistica detta "deissi".

A dire il vero, non essendoci duplicazione dell'oggetto ma solo un puntamento che poi il bowser si va a recuperare (come ad esempio nel caso di un embed di youtube) la deissi classicamente più simile è la cosiddetta deissi cognitiva. Cioè è implicito il
completamento "che tu sai", il che lo differenzia dalla antono
masia, in cui il riferimento è unico. Es. la perpetua (antonomasia, perchè di perpetua di riferimento ce n'è una sola) ma se dico

il pinguino è meglio della mela
[ed in questo contesto molti avranno inteso Linx è meglio di apple] non necessariamente mi riferisco ad un pinguino ma ad un pinguino che tu sai [potrebbe benissimo essere riferito alla scelta di un peluche per un regalo]

Certo, anche nel caso degli embed ci son degli accorgimenti tecnici che, per dirla light tech, rendono il contenuto "non proprio lo stesso" dal punto di vista dei bit (es la ridondanza su più server come accade da poco sui siti nazional di yotube) ma di fatto che usa quella deissi ne è ignaro.

Stiamo forse arrivando ad un nuovo tipo di deissi digitale?

Nekuia

domenica, dicembre 02, 2007

Sameplace 0.7.9: sei mutazioni per per uno scorcio di futuro

Sono in ritardo di vari giorni, lo so e me ne scuso. Per fortuna lo sviluppo procede talmente in fretta che potrei spacciare l'aggiornamento di stamattina come l'ultima release... ma non lo faccio, tranquilli.

Il rilascio dell'ultima versione sameplace (la 0.7.9, con il salto di alcune versioni intermedie) porta a grandi balzi verso la 1.0

Le novità principali per gli utenti le leggiamo direttamente dal sito

  • Riconoscimento automatico della lingua: Francese, Russo, Tedesco, Italiano
  • Supporto di qualche comando in stile IRC: /topic, /kick
  • Supporto di alcune formattazioni in stile wiki [come in gtalk, per intenderci)]. *grassetto* and _corsivo_ (ancora in fase sperimentale)
  • Contatti e conversazioni possono essere spostati in aree differenti, sia in gruppo che separatamente (sidebar dx o sx per Firefoxl)
  • I contatti Offline sono nascosti di default (ma possono essere mostrati nuovamentean be shown again via menu People→Hide/Show Offline Contacts)
  • Per-account or global status setting

Aggiungo una nota personale: ora l'addon funziona (uno tra i pochi di quelli che uso normalmente) anche sulla beta di Firefox 3.

Nota meno piacevole è il fatto che ogni tanto il log in fa le bizze e bisogna avere un po' di pazienza prima di accedere. Per fortuna la comunità di appassionati provvede motivazioni sufficienti per esercitare la virtù della pazienza :-)
Un esempio: sulla pagina che ognuno si può creare su sameplace.cc (perchè l'avete creata vero?!!!) ci si possono aggiungere le proprie immagini personali per sfruttare il drag and drop e trascinare le immagini direttamente sulla chat senza doverle andare a ricercare (esempio).
Insomma un proprio magazzino di immagini e di emozioni per fuggire alla banalità ed a volte alla noia delle emoticon tradizionali.

Non vedo l'ora del prossimo salto.
Nekuia

martedì, novembre 27, 2007

Malcor non si comanda... Applematter e Iphonematters defacciati

E' la prima volta che mi capita di "assistere" ad un defacciamento doppio in diretta Di solito questi gesti sono dimostrativi e con una una di rabbia, questo sembra fatto con la calma e l'aplomb di un professore (di lettere) inglese.

Colpisce, del defacciamento di applematter.com e di iphonematters.com non solo la pulizia ma soprattutto le motivazioni.

"Queso sito è stato buttato giù per 24 ore a causa della sua Hubris."

Per inciso la ὕβρις è quel sentimento di superiorità (di orgogliosa pazzia, dice qualcuno) che scatena talvota l'invidia e quasi sempre l'ira degli dei. Ira che si abbatte senza scampo su colui che di ὕβρις si è macchiato.

La ragioni del gesto sono spiegate meglio nel blog si Malcor forse a breve arriverà un report completo della tecinca utilizzata (sempre che il blog non venga chiuso) speriamo di no visto che il defacciaotore si proclama un fan della mela ed un suo utilizzatore.

Nekuia

martedì, novembre 20, 2007

Ibm e la nuova pubblicità: post a cronometro

Posto a cronometro perchè, febbricitante come sono, non riesco a tenere viva l'attenzione del mio neurone per più di tre minuti. Vediamo che esce.

Normalmente quando penso ad Ibm, penso al demonio. Non per una strana perversione NoGlobal ma per la passione nei confronti del semiologo J. M. Floch che analizzando il logo Ibm vs il logo apple (il primo, quello multicolore) nota come per secoli le immagini fatte con le righe siano state il simbolo del demonio poiché rappresentazione per eccellenza della dissimulazione visto che non si distingue mai bene tra figura e sfondo.

Oggi Ibm si riabilita ai mie occhi con una bella ricerca sul cambiamento dell'advertising. Molti ne parlano, pochi l'hanno letta (io per cause di forza maggiore si). Intendiamoci, è di parte e si vede ma se saputa leggere si trovano interessanti spunti di riflessione.

Il tempo volge al temine:

Ecco la ricerca della Ibm,
ed ecco una sintesi del saggio di Floch "La via dei logo"

Ora stramazzo.

Nekuia

giovedì, novembre 15, 2007

Thinking to Walter Benjamin: un cubo semantico in una foto casuale

A che pensa il vecchio della foto?

Certi fotografi rincorrono le foto, altri i soggetti, altri ancora un "incerto stato di grazia".
E' bello notare che alla fine la foto sia qualcosa di incidentale e quasi superfluo proprio per chi fa della fotografia la sua passione.
Diceva J. M. Floch che una foto è "la presenza dell'assenza e l'assenza della presenza" insomma un modo per accordare tutti.
Tecnicamente la foto è un impronta, (un "calco" della luce sulla pellicola fotografica) e dunque è imperfetta di natura. Eppure si tende ad attribuirle la statuto d realtà.Stefano Giannuzzi, MonacoUna realtà, insomma, ripresa in maniera uguale a sé stessa, e certamente più fedele di quella del pittore, che può abbattere l'ombra fastidiosa di una torre con un colpo di pennello non dato.
Starà forse pensando a Benjamin quel vecchio pittore? Benjamin che si interrogava sul senso dell'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (un foto della Gioconda è innegabilmente uguale in ogni suo punto all'originale, dicono il tecnofili).

Eppure, che succede nella foto?
C'è un vecchio pittore che guarda un macchina fotografica (una Leica, per la cronaca);
al contempo il padrone della Leica sta guardando i quadri del pittore.
Insomma mentre il vecchio guarda la foto potenziali, il fotografo guarda i quadri realizzati .
Già così la polarizzazione che prende piede è quella tra passato e futuro, tra potenza ed atto. Affascinante, ma non basta.

Resta metà della foto di cui rendere conto. Lo sguardo pensoso dell'artista è rivolto alla macchina e... al fotografo che ha scattato la foto.
Ecco che cade la quarta parete Il pittore, artefice della propria rovina, posa -ironicamente - come un accidente nella fotografia di una Leica che fotografa un'altra Leica.

Ecco dunque un cubo semantico diviso tra un fotografo che guarda dei quadri, mentre il pittore sbircia la sua macchina fotografica, il tutto ripreso da un fotografo.

Senza un pezzo cade il resto. Ecco perché è importante anche il fotografo ecco perché la riproducibilità tecnica non è quella artistica.

Grazie a Stefano per l'immagine
Approfondimenti Light Tech sulla semiotica della fotografia

Nekuia

martedì, novembre 06, 2007

Sperando in una burla: offerte di lavoro indecenti (e risposte peggiori)

Volevo scrivere due righe sui toni trionfalistici usati nelle pubblicità per il passaggio (in Sardegna) al digitale terrestre. Desisto per, oggi, a cusa di una succulenta offerta di lavoro che non posso non rendere pubblica.
Arriva direttamente da infojobs ecco l'originale di cui mi premuro di fornire uno screenshot per riflettere su un paio di punti.
Offerte di lavoro indecenti1) Offerta per " Grafico & Web Master" notoriamente due lavori che hanno affinità secolari. Insomma, come dire il fornaio e il paninaro. Se uno fa il pane non detto che sappia fare dei panini imbottiti.

2) Ovviamente l'azienda ricerca persone con ottime conoscenze sia di software d grafica professionale che di linguaggi (?) di programmazione come l'html e javascript [no comment]

3) Insomma, alla ricerca di piccoli geni, sì. Ma non inesperti, vogliono almeno 3 anni di esperienza - ma 5 è meglio -. L'inglese, la laurea e la bella presenza corredano poi la richiesta.

4) Certo la paga è commisurata a tanto genio e infatti potrete sperare di ottenere un pregiatissimo contratto a progetto con cifre che oscillano da 450 a ben 900€. Giocatevi bene le vostre carte!

Amici di Roma (dove una stanza costa 600€) vi prego, non lasciatevi scappare l'occasione.

A tornar seri, però ciò che più rammarica sono le 55 persone che al momento si sono già registrate. Chiedere è lecito, rispondere a volte è peggio.

Nekuia

sabato, novembre 03, 2007

Isotopia: Second Life, ma gratis e open source

Con po' di fantasia (a volte parecchia) è possibile avere un proprio mini-second life. Senza neppure bisogno di installazione.
ISOtopia, non ha nulla a che vedere con il concetto della semiotica a me tanto caro :-( ma il progetto è tutto italiano e merita che se ne parli.

L'idea è ingegnosa: creare una specie di Second Life la cui realizzazione resti Open Source. Questo vuol dire che, con un po' di competenze, chiunque può modificare, adattare e ridistribuire il prodotto di base (qui il wiki). E' un modo per distribuire i compiti, la creatività e l'ingegnosità. Peccato per la realizzazione ancora acerba che - per parlare dell'isotopia di ISOtopia - pecca di geekismo e demanda alla tastiera anche cose che sarebbe meglio lasciare al mouse, come la primissima schermata.
Una volta entrati in gioco è però piacevole, semplice e divertente e di certo subirà importanti modificazioni. Ecco un esempio di cosa si può ottenere con un po' di pratica:

Attualmente si basa sul protocollo Irc per le comunicazioni (chat) ed è marcatamente orientato all'utilizzo su Linux anche se gli sviluppatori, misericordiosi, ne hanno provvisto anche una versione denominata "per M$ winzoz".

Bel progetto, speriamo che prosegua anche perché, come tutti i progetti OpenSouce si propone che una bella vetrina per sviluppatori
e artisti.
Visto che non sono né l'uno Né l'altro mi accnotento delle informazioni per i giocatori.
Per i più pigri o curiosi ecco una demo di una vecchia versione.


High Res view (650x509)

mercoledì, ottobre 31, 2007

Bambini di Satana, il sito che non ti aspetti.

Continua la saga dei web reietti: siti ad alto traffico che "nessuno ha mai visto".


Dopo youporn - ispirato da Halloween e da una mia vecchia tesina - diamo uno sguardo a sito dei bambini di satana.
Non starò certo a linkarlo, ha un buon PageRank3 ed è la terza voce (dopo due di wikipedia) che si incontra cercando "satana" su Google.

Gioco a carte scoperte: sono cattolico e penso che il satanismo sia una degenerazione fideistica parassitaria perché non sa né potrebbe vivere di vita propria (provate ad immaginare una messa nera senza Messa e un crocifisso capovolto senza Crocifisso). Insomma non simpatizzo certo per questi soggeti.

Ma sarà Halloween, sarà la serendipità di aver trovato un vecchi scritto... sono tornato a fargli visita ;-) . Ho anche preso due immagini dalla Time Machine di internet archive
I numeri del counter sono impressionanti 411.000 visitatori. Un bel po'.



La trasformazione grafica è stata importante ma il concetto e sempre lo stesso: saranno forse un po' più 2.0 ma dentro quel sito non c'è nulla, o poco, di quel che ci si aspetta.

Volete qualche esempio?

1) sezione giochi (tipo minigolf, in flash.. perché metti che tarda una manifestazione demoniaca... due palle!)
2) una sezione di illusionismo (con nomi, trucchi etc fa sempre figo davanti ad un falò, magari anche un corso di chitarra che si cucca meglio)
3) un interessante sezione sul vampirismo (letterario e cinematografico, con tanto di e-book, nulla da dire se non: che ci fa in questo sito?)
4) una sezione dedicata all'archeologia Egizia (lo sapevate? gli antichi egizi adoravano Satana rima ancora che i cristiani lo creassero... sapevatelo! su rieducational channel)
5) una sezione meteo (importantissima per i riti estivi, e pure per le gite fuori porta)
6) la sezione casinò (scommetti che stavolta ci beccano?)
7) check link popularity (perché Satana è Satana ma anche Google non scherza)
E per finire
8) Calcolo dell'ascendente
9) modulo per lo sbattezzo
10) trovacinema, tg regionali, e chi più ne ha più ne metta.

Merita una citazione la sezione download dove oltre ad alcuni saggi "di" Luther Blisset si può scaricare gratuitamente "L'odore dei soldi" il libro di Travaglio-Gomez sulla repentina fortuna del Cavaliere.

Ma non potevano fare un blog come tutti gli altri? Magari con 'sti contenuti facevano anche due soldi.
Nekuia

Ps: grazie a Fausto per l'(inconsapevole) ispirazione

lunedì, ottobre 29, 2007

La Nekuia e il web 2.0: un uso privatistico del blog

Cosa vuol dire Nekùia? e che c'entra con il web 2.0?
Me lo chiedono in molti, in mail, quasi fosse un delitto scrivere un commento.
Lo dico qui per tutti, così la prossima volta posso mandare un link invece di una mail :-) .

La nèkuia (l'accento va sula prima e) pur essendo diventata famosa come il viaggio nella terra dei morti compiuto da Ulisse nell'Odissea è in realtà una tradizione che in molti dicono risalire alle tribù Bororo.

Nekuia vuol dire, letteralmente, "viaggio al termine della notte" (sì, come il romanzo di Cèline ;-) ) ed è l'esperienza compiuta da chi usciva dal villaggio come ragazzo e tornava come uomo. E' il viaggio la cosa importante, non l'arrivo (tutt'altro che certo).

Nello scegliere quaesto nick ho pensato allora a due cose:

1) alla somiglianza tra il viaggio e concetto di Beta perpetua tipico del web 2.0
2) allo sforzo di chi cerca di crescere (umanamente e professionalmente) in un mondo come quello di internet, che è il regno dell'ignoranza dove tutto è in potenza e poco (fisiologicamente, in proporzione) nei fatti.

Noioso sì, ma utile in futuro.

giovedì, ottobre 25, 2007

Lapersonadepressa colpisce ancora e lima il sorriso con un video

Vizi, stravizi, complessi e paranoie dei blogger nostrani.
Quotidianamente messi in risalto e resi grotteschi dall'anonima sagacia di un "blog" che, suo malgrado, rischia di entrare a far parte di quel blog-star-system di cui si nutre deridendolo.

I personaggi di "Lost" prestano ai nostri blogger viso e movenze ma i testi certamente limeranno il sorriso a chi (molti) si riconoscerà nel pervasivo clima di costante e inspiegabile emergenza della blogosfera italiana, coperto di 2.0 e sorretto da compravendite di favori, di link (ben posizionati), di PageRank e Barcamp.



Lapersona depressa è, insomma, un Tersite moderno da consultare, apprezzare e mai prendere troppo sul serio, per continuare a restare con i piedi per terra.
Lo linko qui o nella sidebar? ;-)

Nekuia

lunedì, ottobre 22, 2007

Make your viral: "The internet is for porn"

'Sta cosa gira in rete da metà settembre e ne parlo solo ora che da viral è diventato quasi un tormentone. Nato prima sul palco di un teatro e poi come parodia di uno spot apple il motivetto "the internet is for porn" è diventato una vera mania.
Il dialogo tra una giovane fanciulla incantata dalla rete e un fervente sostenitore della pornografia diventa scusa per incarnare il dialogo nei modi più impensati.
Come non pensare a Esercizi di stile di Queneau ? Lì si giocava con il testo, qui con il contesto.
Credo che l'originale sia questo ma senza dubbio il mio preferito è questo:



Non immaginatevi disquisizioni filosofiche: ecco il video, "interpretato dagli avatar di War of Warcraft e sototitolato in italiano, ma se volete c'è anche sottitolato in inglese



Per il resto delle declinazioni dovete solo avere la pazienza di cercare: Shrek Harry Potter, Disney, Naruto, Yu-Gi-Oh Simpson, The Sims etc. A quando una tutta italiana?

Nekuia

sabato, ottobre 20, 2007

Blog internet tax: come ti frego il ddl

Povero me.
Ho grossi problemi di memoria: prosopagnosia, credo.
Sapete, è quella malattia per cui non si riconoscono più i visi della persone.

Datemi una mano voi. Ma non era Berlusconi quello che voleva un paese di imprenditori?

Per me è una questione di invidia: siccome Prodi non è riuscito a tenere i piedi il suo blog, ha ben pensato di rompere le scatole a tutti gli altri blogger. Tiè!

Forse pensava di fermare Grillo in questa maniera mha... tutto è possibile.

Molti lo chiamano "regime" ma per me è semplice distaccamento dal mondo; ignoranza. Vorrebbero una rete fatta come italia.it

Per fortuna siamo in Italia: fatta la legge...

Ecco cosa dovrebbe apparire nelle sidebar:

Questo blog non ha finalità di informazione, né di formazione, né di divulgazione, né di intrattenimento.
Lo scrivo solo perché "il blog e mio e ci faccio il cazzo che voglio" [cit.]...

Non so se serve ma nel dubbio...
Nekuia

Flektor, il mashup di mashup

Di solito vediamo talmente tanti mashup e su talmente tante cose che ormai la genialità fa parte del quotidiano. Flektor però mi lascia davvero sorpreso per la quantità e la qualità di quello che propone.

Dal giornalista allo smanettone al blogger della domenica si ha uno studio di registrazione online on integrato, completo di tutto: flickr, youtube, myspace... foto, video e audio dal proprio pc, effetti sonori, aggiunta di scritte effetti di trasizione.
Tutto in un unica consolle, facile da usare e configurare.
Pensate che non serve neppure la registrazione per poter entrare

Con Flektor il web diventa una vera propria cantina da cui poter attingere qualsiasi cosa e trasformarla in qualsiasi altra.


Certo il supporto dei servizi è ancora limitato (per il video è supportato "solo" youtube) ma è un servizio potenzialmente fantastico. Provatelo.

Nota: se avete dei problemi a caricare un video da yotube su flektor, provate a togliere tutti i domini di livello superiore (generalmente basta togliere it.)

es: http://it.youtube.com/watch?v=KX-T7XfJfIs
diventa http://youtube.com/watch?v=KX-T7XfJfIs

Ma succede davvero raramente.
Nekuia

giovedì, ottobre 18, 2007

Sameplace: in bilico tra iconismo e simbolismo. Un'opinione.

Era una riflessione che volevo fare da un po'. Per dirla light tech è una riflessione sull'estetica di sameplace. Chiamatelo "marketing esperienziale" o "semiotica degli applicativi" se preferite. Ma in fondo, vuole essere una riflessione sullo spirito di un'applicazione.

Icona: Una cosa qualsiasi, è un’Icona di qualcosa, nella misura in cui è simile a quella cosa ed è usata come segno di essa” (CP 2.247; ms. del 1903; in antologia a p. 236). Es: un dipinto;

Simbolo è un segno che si riferisce all’Oggetto che esso denota in virtù di una legge, di solito un’associazione di idee generali, che opera in modo che il Simbolo sia interpretato come riferentesi a quell’Oggetto. (CP 2.249, ms. del 1903). Es: una parola"

Il dubbio è: l'upgrade estetico di Sameplace ne rispecchia davvero lo spirito? Il passaggio dalla sfera (simbolo) al mezzo busto (icona) è davvero un passo avanti? So che a bard - uomo di sostanza - la faccenda non interessa, quindi scrivo senza censure.

Il senso di sameplace è appunto quello di condividere una esperienza in rete, la presenza in questo caso è un fatto di abduzione (e per questo spesso si sbaglia). Quante volte si da per assodato che se qualcuno "è" in chat sia anche davanti al computer?

L'icona inganna, è un fronzolo inutile; sameplace non è pensato per rapporti tra estranei. Tra chi lo usa c'è sempre quella complicità che basta a pensare "so che tu sai", e tanto basta. Il resto è interazione, ma viene dopo.
Insomma: cosa cambierebbe se ritornassero le sfere? Nulla.


Ci sarebbe solo più coerenza con l'immagine di marca, per così dire. Ma sinchè non ci sarà una versione commerciale non credo che ci saranno problemi.

Fine della riflessione. Voi che ne pensate?
Nekuia

lunedì, ottobre 15, 2007

Messaggio di servizio: scuse

Mi sono accorto che nel passaggio di template mi sono perso alcune cose importanti.

Una di queste era il link al blog di Fausto Fiori, un giornalista che - parole sue - ha aperto un blog quando su Splinder era tutta campagna. Andava pure bene ma siccome è pigro poi lo ha trascurato. Poichè l'interessato non mel'ha fatto notare provvedo a fare pubbliche scuse qui ed a reintegrare il link nella sidebar.

Non è molto prolifico nel blog ma dal vivo mi da un sacco di ottimi consigli.
Stressatelo e non ve ne pentirete.

sabato, ottobre 06, 2007

Google getta la spugna?

Google sembra avere gettato la spugna,
dopo aver acquistato il servizio, youtube si accinge - a quanto pare - anche a dismettere il marchio stesso Google Video.

Come può osservare chiunqe abbia un blog su Blogger e abbia integrato un widget video (e come si può osservare nell'immagine), il logo e la scritta "powered by google video" sono stati sostituiti dal logo youtube. Che google abbia gettato la spugna?

Sembra probabile ora che la concorreza si sta rivelando sempre più serrata, specie con servizi che propongono video in qualità sempre maggiore come brightcove e veoh . Insomma, sembra che big G abbia deciso che disperdere le proprie energie in una guerra dei marchi fosse inutile.

Poco male, non credo che a Google nessuno perderà il posto per così poco ;-)
e poi, in Italia siamo abituati a questi mutamenti. Ricordate "Omnitel", "Omnitel-vodafone", poi Vodafone-omnitel, poi solo "Vodafone"?

In fondo, come diceva Shakespeare, "Una rosa, pur con altro nome, sempre rosa sarebbe".

Nekuia

venerdì, ottobre 05, 2007

il file sharing ritorna alla cultura

Dopo una lunga assenza estiva, torna online il sito libreremo.org
non posso che segnalarlo volentieri.
Il file sharing, nato dalla cultura benedettina, torna ad avere il proprio alfiere dei libri.
Libreremo logoIl file sharing è nato così: non da Napster o da winmx, ma dai monaci benedettini che copiavano le opere per le loro biblioteche e se le scambiavano tra monasteri per tenerne traccia (quelle, copiate, ovviamente, perchè: monaci sì, ma scemi, no)

Nel momento in cui le case editrici se la prendono con le biblioteche perchè - dicono gli editori - forniscono gratis ciò che loro danno a pagamento, è bello sapere che c'è un posto dove poter scaricare "pensiero e linguaggio" di Vygotskij, che nessuno stampa più ma che tutti citano.

Come si usa? semplice: basta un tag. Aggiungete "Libreremo" al titolo dei vostri libri in condivisione e, presene o meno sul sito, il libro sarà indicizzato dal vosto servizio di file sharing che preferite (torrent, e-mule etc).

Ho sempre pensato che la cultura sia un diritto, ma con certi prezzi di case, rette e libri non è possibile esercitarlo.

Forza ragazzi!

venerdì, settembre 28, 2007

Sameplace bug report: età o perversione?

Sapete tutti della mia passione per Sameplace. Ok.

Qualcuno non sa che, per vari motivi mi occupo anche anche di una pratica a tratti esoterica detta Seo o Sem ("ottimizzazione" o "marketing" per i motori di ricerca).

Potevo tenere separate le due cose? No di certo :-) La fatidica ricerca della parola o (keyword) Sameplace su Google, però continuava a dare in prima posizione il Famigrerato "most erotic Bar in Amsterdam".

Sarà un problema di Page rank, ho pensato. Quel sistema di legami e passagio di credibilità che Google è riuscito ad utomatizzare tanto bene.

Con grande sorpresa ho visto che non è così: Sameplace.cc ha Page rank 5 mentra il famigerato Bar ha solo 4.
Il dubbio ha cominciato allora a farsi strada. Intestardito ho condotto una ricerca generale sugli altri parametri che di solito sono considerati (link in etrata, in uscita etc).
Con grande sopresa sameplace era sempre in vantaggio. Ecco il sunto (cliccate sull'immagine per ingrandire):

Sameplace.cc vs Sameplace.nl

Come potete vedere esiste solo un parametro in cui il bar è superiore all'estensione di firefox: l'età. Questa è la conferma di una voce che girava a tempo, ovvero che Google stesse "premiando" i siti con un'ètà maggiore (se il contenuto si mantiene costante). E' una cosa più che onesta, e legttima, ma non pensavo che potesse addirittura arrivare a pesare più di un punto di page rank.

Dunque un consiglio: se volete pubblicare un sito fatelo in fretta.

Certo c'è ache la teoria che google premi l'erotismo presente nel sito indicizzato: ma chi l'ha detto che con sameplace non si possano fare discussioni piccanti ;-)

Per finire un confronto tra i due loghi: non sembrano il diavolo e l'acqua Santa?

martedì, settembre 25, 2007

Linux è di destra o di sinistra?

Che domanda balorda, ne convengo. Ma mi è stata fatta nel corso di una disussione nella quale non potevo non rispondere. La mia risposta ha sorpreso anche me e vorrei un vostro parere.

Linux è di destra, tecnicamente parlando.

Tux dx



Certo, solo se per "destra" intediamo una visione del mondo liberista e non una fazione politica.
Spesso in Italia confondiamo il pensiero politico con quello di partito e ci ritrovamo che la sinistra privatizza e la destra droga il mercato...)
Per fortuna con un fenomeno internazionale queste regole non valgono :-)

Dunque: Linux è di destra perchè:

  1. Odia i monopòli (guardate quante versioni ce ne sono);
  2. Ama la competizione (nel senso di correre assieme, non contro);
  3. Ogni programmatore che ci mette le mani è imprenditore di sè stesso, non perchè debba vendere ciò che fa ma perchè non dipende da un coordinamento centrale, sa quello che fa (o che vorrebbe fare); insomma, è più simile al proprietario della fabbrica che all'operaio alienato di Marx;
  4. e poi... A Cuba usano Windows, un motivo ci sarà pure :-)

Ma allora, perchè quando si pensa a Linux si pensa alla sinistra o peggio ai pirati, all'illegalità e quando va bene a qualcosa di semplicemente gratuito?
La risposta che mi sono dato è che Linux nasce "di destra" ma l'epoca del web 2.0 sta cambiando la semantica (e la semiotica) di Linux temperando questa sua tensione storica e spingendolo sempre più "a sinistra".
Ma attenzione: il web 2.0 non è Linux. Non solo.

Forse oggi Linux è di sinistra, fatemi sapere che ne pensate. Lo scrivo (presto) nel prossimo post

Nekuia

domenica, settembre 09, 2007

Tre domande da fare (e non smettere di farsi)

Vale la pena di guardarlo solo per i due minuti finali: domande intelligenti da fare e farsi, il resto sono cose risapute.

giovedì, luglio 05, 2007

Sameplace e la trasparenza della rete

E' arrivata! E' arrivata! alla fine la sospirata/odiata intervista è giunta nella mi casella di posta. Ve la giro con aggiustamenti minimi ed una chicca che mi ero conservato per un occasione speciale: una qusi- foto di Bard.
Ci sono solo le mani perchè se no mi avrebbe riprogrammato ma non dispero di arrivare alle sopracciglia entro i prox 10 anni.


# Si comincia! posso chiamarla Santità?
Bard: E io posso chiamar La neuro?

# Nekuia: come definiresti sameplace?
Bard: Stando in piedi, gesticolando vagamente a mezz'aria nello spazio tra me e il malcapitato che mi sta ascoltando. Se dopo mezz'ora il poveretto fosse ancora lì nel tentativo di capirmi, gli direi che preferisco non definire, anzi spero di aver sguinzagliato nella rete qualcosa di così indefinito che ciascuno lo interpreterà in modo singolare e inaspettato. (Leggendo quel che ne hai scritto tu, pare che ci sia riuscito.) Se dopo un'ora non s'è ancora rassegnato (l'hai pagato, vero?), gli direi che l'"essere nello Stesso Luogo" non accade quando due persone condividono stesse coordinate geografiche, ma quando possono guardarsi negli occhi. Per guardarsi negli occhi non serve necessariamente vicinanza fisica, serve che ciò che sta in mezzo diventi trasparente. SamePlace è un esperimento di trasparenza della rete.

# Nekuia: ci racconti come è nata l'idea?
Bard: E' nata dopo la realizzazione. Lo scopo iniziale era spostare certe forme di interazione tra persone (giochi, lavagna, blocchi degli appunti condivisi, ...) dal desktop al web. Questione di comodità: nessuno installa, tutti sono sempre all'ultima versione. Fatto questo, ho cominciato a notare le conseguenze... Scrivere un messaggino in un riquadro bianco, premere "invio", e farlo arrivare all'amico dall'altra parte del globo, e qualche secondo dopo veder arrivare un messaggino in risposta, è un'esperienza che abbiamo metabolizzato. Guardare lo stesso sito che sta guardando l'amico, evedere il *suo* cursore indicare qualcosa sulla *nostra* pagina èspiazzante -sia per l'improvvisa sensazione di vicinanza, sia perché, per contrasto, porta a galla la sensazione di lontananza silenziosa che normalmente regna nell'interazione tra persone in rete.

# Nekuia: so che dietro allo sviluppo di sameplace c'è una bellastoria, hai 4 righe per raccontarla

Bard:

while(true)

{ writeCode();

snooze();}

# Nekuia: qual'è il comando che usi di più?
Bard: $ rm -rf

# Nekuia: dicono che sei astemio, confermi?
Bard: Perché stai scrivendo ogni parola due volte?# Domanda 7: emil chiede: come ti vedi tra 10 anni?Con molta difficoltà.

# Nekuia: ci racconti un Bard fact?
Bard: I bard fact non esistono, è una voce che Chuck ha messo in giro perdirottare l'attenzione e godersi un po' di pace.

# Nekuia: Kimera chiede: cosa provi a tornare al paese dopo esserestato in giro per il modo: è il tuo rifugio o…
Bard: o.

#Nekuia: …insomma non ti viene mai la voglia di stabilirti in posti dove latecnologià è più "avanzata"? Perché?
Bard: Perché la resistenza non è futile, non ci lasceremo assimilare. :-)

# Nekuia: A proposito, come hai scelto il nick Bad? (era Bard ma mi sono sbagliato ndr)
Bard: Non è un typo, vero?

# Nekuia: daresti un consiglio a chi si sente light-tech?
Bard: No, penso che sarebbe molto più sensato per me ascoltare i loro.# domanda 12: cosa mi sono dimenticato di chiederti?"Mi porta il conto?" (Io ci provo, eh...)

# Congedo: ci saluti nel tuo linguaggio preferito (una specie di hellowolrd al contrario)
Bard: ^D

martedì, giugno 19, 2007

Quello che Bard non dice

Dicono che la necessità aguzzi l'ingegno.
Anche quando c'è ben poco da aguzzare, come nel mio caso.
Eppure qualcosa nella mia pelatissima sommità si arrovellava, districandosi tra la voglia sincera e incessante di pubblicare un intervista al Sommo programmatore e la necessità morale di rispettare la ritrosia naturale che pervade costui.
Mettiamola così: vi dovevo un intervista e vi posto un intervista... almeno quella che c'è stata.
Sarebbe bello pubblicare la sequela di status mex attraverso i quali io Bard abbiamo comunicato in questi lunghissimi 30 minuti.
Posso solo dire che nell'estremo tentativo di convincerlo sono arrivato a scrivere "Bard non risponde perché sta installando Vista..."
Sono vivo, mi è andata bene. Ecco la cronaca (errori di battitura compresi).

Nekuia

venerdì, giugno 01, 2007

Il ritorno del blogger

Il titolo evocativo non v'inganni. Nulla di serio seguirà un titolo tanto aulico.

Cerco solo le parole per ringraziare chi (appunto chi?) in questo mese di silenzio ha pervicacemente continuato a tonare su questa pagina... forse per accertarsi che avessi effettivamente smesso di inquinare il web. Non è così. Sorry.
Per chi è rimasto, in premio, ho aggiunto una chat ed il nuovo logo...

Resta lo sconforto di tante occasioni perse per correre appresso ad una disavventura che, per farla breve, mi ha lasciato da un giorno all'altro senza casa; sino alla settimana scorsa.
Tutto risolto, per ora, sino a Settembre. Il mio orizzonte degli eventi si assottiglia sempre di più ma è armai una tendenza stabile.

Ringrazio costoro e costui per aver pazientato nelle consegne dei progetti è anche grazie alla loro pazienza che non abbiamo bucato nulla, alla fin fine. ;-)

Nekuia

martedì, aprile 03, 2007

L'etica 2.0 e lo spirito di Same Place

Se dovete dire qualcosa a Bard, affrettatevi...
a breve sarà irreperibile per tre giorni

Siamo ormai alla terza parte del viaggio e, come al solito, facciamo il punto della situazione su quanto ci siamo detti. Posto che Same Place è un software primitivo e che ha pieno titolo ad entrare nell'alveo delle applicazioni 2.0 dobbiamo capire, in soldoni, cosa comporta per l'utente finale.

Per farlo ci tocca volare un poco più alti di quello che abbiamo fatto sino ad adesso.Il termine é brutto, lo so. Potremmo chiamarlo Pasquale, ma di fatto dobbiamo occuparci di un minimo di semiotica dei browser. Ma poco, giuro. Siete svenuti? Good! Allora si comincia.

Sino ad ora abbiamo parlato di Same place come causa, adesso ne parleremo come effetto. Nel web 1.0 la navigazione era una dimensione personale ed esclusiva. Personale nel senso che che il bello e il nuovo di quello strumento era l'interattività dei contenuti e la decisione di un percorso autonomo nella fruizione degli stessi. Esclusiva, perchè l'attività di navigazione era finalizzata alla ricerca di contenuti. Certo, si poteva fare altro nel frattempo, ma di fatto, vuoi per la lentezza delle linee vuoi per le potenzialità dei pc, si trattava di attività binarie e alternative: o si naviga o si chatta o si guarda la posta.

Perchè scomodare il buon Weber e la semiotica per queste fesserie? direte voi.
Perchè ogni oggetto di senso (sì, anche Explorer) contiene al suo interno gli indizi per il suo utilizzo. Contiene, si dice un gergo, un Lettore Modello. Il lettore modello, detto in due parolo e quella cosa che incazzare i mancini quando non riescono a scrivere nei quaderni con gli anelli... quei quaderni, infatti, sono costruiti per persone che scrivono con la mano destra e nella loro conformazione ci sono gli indizi per scoprirlo: pene il fastidio, ovvero l'oggetto che si ribella.

Qual'è il lettore modello di Explorer? e quello di Firefox? siamo sicuri che siano entrambi solo dei browser? Io no. Infatti Explorer non aveva (sino alla versione 6) la navigazione a schede nè la possibilità delle estensioni.
Firefox nasce con entrambe queste possibilità e questi indizi ci avvisano che i lettori modello dei due browser sono differenti. Non perchè sia differente il target d'utilizzo, ma perchè il pieno uso dei due comporta un approccio differente al web.
Firefox nasce con la possibilità della personalizzazione, possibilità che va ben oltre una skin; ma questo non è semplicemente un qualcosa di nice to have questo è un'altro concetto del web. Come mi ha fatto notare il mio amico Kia l'open source migliora la programmazione perchè, per così dire, porta degli ospiti in casa; costringe i programmatori a scrivere del codice "pulito" perchè altri lo possano leggere e migliorare, altrimenti quel codice, per quanto buono viene accantonato.

Stiamo per arrivare al dunque. In questo modo, nasce un etica diversa da quella conosciuta in precedenza, nasce l'etica della condivisione. Nasce la necessità di condivisione per superare un modello produttivo che stava mostarando tutti i suoi limiti, quello della concorrenza pura. Non è un'idea nuova, intendiamoci. Da sempre gli scienziati mettono a disposizione le proprie scoperte perchè altri le utilizzino e le migliorino senza dover fare tutto da capo. Sarei sul lastrico se pagassi ogni volta che uso il teorema di Pitagora... ;-)

In sintesi: mentre la navigazione classica explorer + messenger prevede un macchina che lavora in multitasking, la navigazione per tab prevede un utente che pensa in multitasking. A suo modo chi usa Firefox è una mutazione, primitivo come Same Place.

E Same Place, aggiungendosi al browser, come ne muta le caratteristiche e il Lettore Modello? Facile, in un certo senso ce lo siamo già detti. Same place fa parte di quel respiro del web che tradisce lo spirito iniziale di Arpanet e conduce ad una navigazione che non soltato è multitasking perchè parallela ma è soprattutto collettiva perchè condivisa.
L'utente insito in SamePlace è stanco della personalizzazione estrema del percorso di navigazione. Una personalizzazione che diventa ben presto isolamento e che per entropia esaurisce la propria carica di novità.

Same place è il compromesso funzionante tra il web come esperienza di massa (nel senso televisivo) e il web come solitudine della personalizzazione.
E' social. E' 2.0... in sostanza Same Place è l'estensione di sè stesso. Anzi: ogni utente è un'estensione di Same Place.
Gli esempi si sprecano, anzi, si sprecheranno... nel prossimo post.

Ps: nonostante le minacce di Bard mi ostino a volergli fare un'intervista, chi ha idee, suggerimenti o domande può mandarmi una mail o postare nei commenti.





venerdì, marzo 23, 2007

Same Place: more then word

Non è vero che Bard si muove ad una velocità superiore a quella della luce.
Bard resta fermo e fa scrollare lo sfondo.

Prima di continuare nei vaneggiamenti (tratti da therubymine) facciamo il punto della situazione. Nella intro ci siamo detti che, sul web, le trasformazioni sono più di tipo Khuniano che di tipo Darwiniano. Abbiamo poi visto con l'esempio Second Life che forma e sostanza devono essere per forza distinte se non si vuole cadere in similitudini fuorvianti. In ultimo abbiamo detto che Same Place è un'applicazione "Primitiva" e non rivoluzionaria.
Il tutto sempre per cercare di capire cosa sia Same Place e quale sia il suo posto nel Web 2.0.

Nessuno può dire con certezza quale sia un'applicazione web 2.0, possiamo solo trovare degli indizi. Uno dei migliori metodi è cominciare a stabilire che non sia qualcos'altro (web 1.0). Possiamo dirlo per Same Place? Si.
Se fosse web 1.0 Same Place sarebbe più o meno così. Mentre, come avrete visto, le sembianze attuali sono all'incirca le seguenti:

same place rc1Non basta a decretare un web 2.0, ne convengo. Ma Prima di continuare l'altalena tra forma e sostanza cerchiamo di essere multimediali in senso stretto e diamo un'occhiata ai suoni.
I latini dicevano in nomen omen, ovvero: nel nome è scritto il destino. Sembra piuttosto vero nella distinzione degli oggetti del web2.0. L'open source prima e il web 2.0 poi, nascono (e crescono) come condivisione di conoscenza. Ma la conoscenza, tanto più è condivisa all'interno di un gruppo, tanto più crea una barriera all'ingresso che ne limita la condivisione ulteriore. Windows, Word, Excel etc hanno tutti un nome che riconduce allo scopo. Linux, Mozilla, Konqueror no. Non ci si poteva "imbattere" in quegli applicativi, chi li usa sa cosa sta usando senza la mediazione del nome... ma questa è un altra storia. Torniamo a Same Place.

Same Place è figlio di Firefox e come Firefox sta a metà strada tra il vecchio mondo che abbiamo descritto e il nuovo mondo che si sta costruendo.
Prima di arrivare ad essere quello che è SP è potuto nascere perché Firefox nasce con la caratteristica dell'espandibilità (di cui parleremo poi). In un uffico marketing la chiameremmo customizzazione, ma qui le daremo il vero nome: mind sharing. Condivisione di pensieri.

Se così non fosse Same Place sarebbe solo una chat: che palle! Di servizi di IM la rete è piena, ma la caratteristica primitiva e non rivoluzionaria sta nell'integrazione col browser. Non è rivoluzionaria perché fonde due servizi (esistenti), ma è primitiva perché recepisce un bisogno latente. Mi spiego: i servizi precedenti di IM nascono con lo scopo di fornire messaggi istantanei; è la chat il servizio fornito. Chi nella fase web 1.0 chatta lo fa come attività pressoché esclusiva.
Chi chatta oggi (o chi chatta nel web 2.0) non si accontenta di condividere la presenza in rete, vuole condividere un'esperienza. La chat diventa un'esperienza parallela a qualcos'altro (mail, lavoro, navigazione). L'integrazione cognitiva, è ovvio, stimola quella tecnica e di qui Gmail, meebo, e... Same Place.

Se non mi inganno allora (ma lo dovete dire voi) il vero salto di Same Place non è la chat, ma l'aver permesso di condividere uno stesso luogo con una piattaforma tecnologica che risponde ad un comportamento, di fatto già diffuso, ma non adeguatamente supportato. Non si tratta più di una visione parallela e contemporanea come quando si spedisce un link. Si tratta di condividere, appunto, un'esperienza. Ma l'essere social, non è una delle caratteristiche 2.0?
Signori della Corte: abbiamo un colpevole! Same Place è web 2.0.

E con questo che ci faccio? Con pazienza proveremo a rispondere la prox volta. Per chi vuole esserci. (scusate ma anche i blogger, a volte, lavorano)

Nekuia

lunedì, marzo 19, 2007

Same Place é "Primitivo" (intro)

Sappiate che se Bard ha le occhiaia è perché tutte le mattine sveglia Morpheus con: Welcome to the real world...

Volevo iniziare il post dicendo che Same Place è un applicazione "primitiva" ma non avendo mai spiegato cosa intendo per primitivo ho desistito per troppa paura. Se solo Bard pensasse di leggere una cosa del genere potrebbe cancellare Google e tutti i suoi server. Ma questo Bard lo sa. E mi ha già perdonato (forse per il mex in codice nello scorso post...).

Scherzi a parte; oltre al senso dell'umorismo Bard ha anche un talento naturale per la programmazione e tra le sue creazioni cen'è una particolarmente interessante: si chiama Same Place. Per i tecnici, detto in due parole, Same Place é Netsukuku che funziona. Per chi non sa cos'è Netsukuku, no problem... c'è Same Place ;-)

Attenzione: Bard non è l'immagine è l'infrastrutturaMa torniamo a noi. Per ora non voglio parlare di cosa fa, di quello parleremo poi (e cmq basta scaricare il plug in per il volpacchiotto e ognuno capirà per conto suo). Vorrei invece cercare di capire, in maniera ligth, cosa è Same Place e qual'è il suo posto nel web 2.0, anche se non credo che un solo post basterà. Abbiate pazienza.


Chi, come me, ha fatto e continua a fare degli studi (?) classici, ha la tendenza modellizzare le cose cercando un senso ed una continuità che fanno parte della fede di chi fa scienza (ovvero di chi tenta di scoprire un ordine nelle cose nella fede [illogica e indimostrabile] che un ordine ci sia)

Spesso chi è mosso da questa fede commette un errore pregiudiziale quando si approccia al web poiché di default suppone che l'evoluzione al suo interno sia lineare (di tipo Darwiniano per dirla in maniera accademica) mentre, di fatto per quello che posso vedere, sul web le trasformazioni sono di tipo rivoluzionario (Kuhniano, sempre per gli accademici).

Faccio un esempio: mentre il passaggio dal 56k all'isdn è un'evoluzione quantitativa il passaggio dall'isdn alle tecnologie xdsl è una rivoluzione sostanziale (un cambio di paradigma direbbero i soliti acculturati).

Ma seguendo quest'ottica di evoluzione lineare, più attenta alla forma che alla sostanza, si arriva a sostenere paradossalmente che Second Life è una specie di tv interattiva. E di lì tutti gli interogativi sull'identità in rete: se sia vera o falsa, se la persono con cui chatto è M\F, se l'avatar corrisponde...

Di fatto Second Life ha più legami con la Radio che con la Tv, solo che il passaggio è avvenuto per un cambio di paradigma anzi che per una evoluzione. Di fatto le uniche cose con una legittima pretesa di realtà in Second Life sono le parole.

Non è l'avatar (la forma) ad avere un corrispondente, sono le parole (la sostanza). La garanzia di fare una cosa sensata sta nel fatto che dietro le parole c'è una sostanza (reale) che l'utente può ricoprire con la forma suggerita (l'avatar) o con quella immaginata. Come nella radio: chi vuole sente una voce che viene da una scatola (avatar), ma chi preferisce diversamente e vuole ricoprire di senso quella scatola sente un cronista (avatar) e una partita.

Ecco perché Same Place è un applicazione "Primitiva", con la maiuscola, ma non rivoluzionaria. Perché segna un cambio di paradigma.
Come? Perché? Datemi il tempo di spiegarlo ;-)
Alla prossima

Nekuia

giovedì, marzo 15, 2007

Le dimensioni contano: nasce Jubii

E' ufficialmente innegabile: le dimensioni contano! (e conta anche come le si usa) Se qualcuno temeva che i quasi 3Gb di spazio offerti da Gmail potessero non bastargli con Jubii non potrà più lamentarsi.

Da oggi so cosa significa avere una casella con 10 Gb (avete letto bene sono d-i-e-c-i Giga) di spazio, non solo per la mail ma per mille altre cose che vanno dallo storage di foto, video e musica e finiscono(?) con quello che leggerete tra poco...

Jubii screenshot Avete ragione, se fosse solo per questo la novità sarebbe relativa. Ma provate a loggavi e ditemi come vi sembra il mondo da lì dentro (per problemi con lo zip code questo vi da una mano).

A parte la forma e il bellissimo logo, c'è molto altro web 2.0 in Jubii: a cominciare dalla navigazione a schede, che abbiamo già imparato ad apprezzare in Firefox ed Opera e che finalmete è arrivata anche su Ie7.

Devo proprio ammetterlo: ne avevo bisogno e non lo sapevo. Tante volte mi è capitato di dover recuperare una dato da una mail ed aggiungerlo ad altre (in fretta) mentre nel frattempo sto scrivendo altre due o tre mail (urgenti) e dovermi per questo produrre in mirabolanti copia e incolla su bozze altrettanto improbabili o documenti _temporaneia vita.
I tab di Firefox mi hanno cambiato la qualità della navigazione ed ora li posso avere sulla mail! Se comincio a sbroccare dal multitasking saprete perchè ;-)

Jubii mail

Se ancora siete scettici, o soltanto incontentabili, sappiate anche che Jubii è dotato anche di un rispettabilissimo editor testuale (se avesse anche la modalità di esportazione sarebbe del tutto paragonabile a Gdocs). Restano poi piacevolissime le icone animate per i logout e per il cestino.

Ma passiamo all'arrosto vero: se la (o una delle) rivoluzioni di Gmail è stata la chat integrata nella mai, preparatevi al salto di qualità perchè da oggi (gratis sin quando dura la beta) potrete anche dire addio a Skype e similari.

Detto in soldoni: basta installazioni. Ottima notizia per pigri e lavoratori di aziende (pubbliche e private) che non consentono di installare alcun programa sul proprio pc\mac. Si fa tutto in linea e tanti saluti alle restrizioni.Jubii call

Che dire di più: bello, bello, bello. Qualche bug, è verò, cel'ha ancora ma da una beta è più che accettabile. La nota dolente arriva solo per l'equipaggiamento di base: Firefox 2.0 o Explorer 7. Come dire: se non ti puoi installare il nuovo Explorer è un'ottima occasione per passare al volpacchiotto... magari nella versione portable. Per ora non posso dire di più (anche i blogger a volte lavorano) il resto ve lo lascio scoprire da soli. Un solo consiglio: occhio al timeout del servizio, non è come gmail, questo scade ;-)
Buon divertimento.

Nekuia

mercoledì, marzo 07, 2007

Baudrillard non è morto...

ha solo cambiato facoltà. Neppure possiamo dire che ha smesso con l'insegnamento, sarebbe un'eresia.

Non rilascerà più interviste, questo si; nè scriverà altri saggi graffianti (per chi non vuole definirli illuminanti). Personalmente, per quel che vale, preferisco pensare che sia andato in pensione. Preferisco credere che che si sia voluto riposare o che proprio morisse dalla voglia (non è macabro, lui apprezzerebbe la doppia isotopia) di riprendere qualche discorso interrotto con Barthes o di iniziarne uno con qualche potente che in vita non aveva avuto modo di incontrare.





Resta di lui una immensa eredità, reale, accompagnata dalla fastidiosa ragione che anima le sue osservazioni. Tra tutte ricordiamo: Il consumatore è un lavoratore che non sa di lavorare
So già che qualche pazzo, probabilmente analfabeta (nel senso che non sa leggere) proverà a dire di quanto sia ridicolo che su internet si ricordi chi, come Baudrillard, ha tanto osteggiato il virtuale.
Pazzi. E analfabeti.

Chi ha letto Baudrillard sa che la sua avversione al virtuale (dalla televisione ad internet) è l'avversione contro una finzione che vuole sopravanzare il reale non per sostituirsi ad esso (sarebbe aspirazione legittima anche se autodistruttiva) ma per sostituirsi nella sostanza lasciandone intatta la forma. In altri termini creando un'impostura.

martedì, marzo 06, 2007

First ipod vs Next ipod

Pur sapendo come "andrà a finire" non si riesce a smettere di guardarlo: grande prodotto e... grande oratore.

Per fortuna che la tecnologia continua la sua corsa ed a breve avremo a disposizione un ipod in grado di leggere il nuovissimo formato "mc"

mercoledì, febbraio 28, 2007

"Nuova" interfaccia per Google

Se mio nonno avesse le ruote sarebbe una carriola, dice un adagio...

E se Google fosse della Apple sarebbe così. Mica male vero? Personalmente avrei messo la dockbar sotto i bottoni per la ricerca ma anche così fa la sua bella figura. Purtroppo più di così non potevo fare. La mia attuale permanenza senatoriale e la situazione di governo non mi lascaino abbastanza tempo per scrivere quello che vorrei.

Però... ora che ci penso potrei darvi un anticipazione su prossimo post. Visto che il 60% di voi usa il volpacchiotto andate a veder questa meraviglia.

Nekuia


lunedì, gennaio 29, 2007

Fioroni: Light Tech ad onorem

Caro ministro Fioroni,
ormai da anni il numero delle chiese nelle nostre città è in stretta correlazione col numero dei tossicodipendenti. Questa situazione non può più andare avanti. E' ora di abolire queste maledette chiese. O vogliamo che i tossicodipendenti continuino a proliferare insieme ad esse?

Se le scrivo queste righe è per comunicarle il mio più totale consenso con la sua odierna iniziativa. Sono certo che proibire l'uso del cellulare in classe farà in modo che certe bravate diminuiscano sensibilmente.

La prego dunque di continuare per questa via: evitare che i video vengano condivisi è di certo il modo migliore per evitare che certe cose accadano. Ma le chiedo clemenza per i ragazzi. D'altra parte la colpa è certo di quegli aggeggi infernali che lungi dall'essere usati come status symbol (quale la loro natura imporrebbe, e voi politici insegnate) sono spesso usati come strumenti di comunicazione, consivisione, self publishing e affini...

Mi chiedo perchè sprecare tempo e risorse a formare insegnanti che diano ai ragazzi gli strumenti per gestire il cambiamento quando basta negare quel cambiamento per restare tranquilli (giusto il tempo di una legislatura). Compatisco chi ancora crede che rendere illigale il cellulare in classe porterà solo ad aumentare l'eccitazione nel trasgredire una regola già dettata dal buon senso.

D'altra parte se il proibizionsmo ci ha insegnato qualcosa è che basta fare una legge per cambiare la testa della persone. O no?
Ora scappo, mi squilla il cell.

Nekuia

Grazie 100!

Il periodo non è dei migliori (cerco casa e ho poco tempo) ma non potevo fare a meno di ringraziarvi tutti per la costanza. Non mi sembra vero di avere 100 visitatori unici in così poco tempo. Grazie a tutti per il supporto in questa avventura.
Finalmente ora posso dare il link anche ai miei amici (mi ero ripromesso di non farlo sino alla soglia dei cento contatti).
Speriamo di arrivare presto a quota 200... ora dipende anche da voi ;-)

Nekuia

sabato, gennaio 13, 2007

Il prezzo durissimo della flessibilità

Solo i comunicatori e pochi altri dovrebbero avere contratti flessibili.

Non voglio parlare di persone sottopagate, sfruttate, prese in giro etc. Non mi interessa. O meglio, ho sempre pensato che chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Qualunque datore di lavoro è libero di offrire il prezzo che vuole, qualunque lavoratore di ridergli in faccia.

Odio chi sta 5\8 anni all’università e poi, d’un tratto, scopre la fretta di iniziare a lavorare (ful time a 800 E lordi, cioè in perdita). Odio queste persone perché rovinano il mercato del lavoro e, intendiamoci, io sono ancora tra i “senza fisso lavoro”.

Non è concorrenza, è una guerra tra poveri. Stavolta la teoria della mano invisibile (facendo il proprio interesse si fa anche quello della comunità) sbaglia. Anzi, no. Perché lavorare in perdita non è fare il proprio bene. Mi rimangio tutto. È solo questione di immagine, chi ha veramente bisogno di lavorare, per quella cifra, va a fare le pulizie o in un cantiere. Si lavora meno, pagati di più, e con meno preoccupazioni. Ma per le apparenze è meglio di no, vero? Allora niente lamentele.

Sfoghi a parte, il prezzo più alto della flessibilità lo pagheremo, giustamente, noi comunicatori. Solo i comunicatori e pochi altri dovrebbero avere contratti flessibili. Perché?
Pagheremo, stiamo pagando, caro questa abitudine alla disaffezione verso la stabilità. I primi a pagare saranno proprio le grandi marche che della flessibilità hanno fatto vanto. Con questo tipo di flessibilità stanno allevando generazioni di mercenari. Sempre più attenti al costo che alla qualità. Sempre più orientati a rapporti fugaci e discontinui. Stanno perdendo ciò che hanno costruito col tempo e a fatica. L’Immagine e la fedeltà alla marca.
Perché una persona abituata alla flessibilità (infedeltà) in tutto, dovrebbe essere inflessibile (fedele) solo nei consumi?

Brutta storia, davvero.
Nekuia

Ho visto il futuro… e mi sbagliavo.

Maledizione, era il passato :-(
Pensavo di aver trovato le foto della beta (ma che dico, la Alpha!) di non so quale software rivoluzionario e ad uno stadio ancora embrionale. Non un software qualsiasi ma quello dei miei sogni per il futuro. E invece era un progetto del lontano 1999 (pieno web 1.0).

Anton Leuski e James Allan, questi gli sviluppatori; magari sono anche dei nomi conosciuti nel campo, ma uno light come me non li aveva mai sentiti (rimaledizione).
L’idea è quella che vedete qui sotto: connettere i motori di ricerca con un’interfaccia grafica a tre dimensioni. Così si vede la rilevanza o meno dei risultati della ricerca, i rapporti tra le notizie e, aggiungo io, aiuta a ritrovare anche “visivamente” notizie che si trovano in pagine recondite dei motori di ricerca. Click sulla foto per ingrandire.
Certo, i dati forniti sono entusiastici per l’epoca e allarmanti per oggi. Si parla di circa 50-100 secondi per ottenere il risultato nell’immagine.
Un’eternità, lo so.
Ma tenete conto che usavano un processore a 600 Mhz, una linea analogica e java 1.1. Fate le proporzioni e capirete la mia delusione nel pensare di aver sempre sognato un sistema rivoluzionario gia nato e già morto. Almeno credo. Non sono riuscito a trovare un sito che mi dica come è andato a finire il progetto. Ma non mi arrendo. Cmq se a qualcuno capita di trovare info a riguardo postate pure nei commenti. Grazie ;-)

In tutto questo dimenticavo la cosa più importante: il nome del progetto è “Lighthouse: Showing the Way to Relevant Information” e la descrizione la trovate in questo pdf.
Per oggi ho finito, vado a sognare altri malvagissimi piani; stavolta per la conquista dei miei capelli.
Forse perdo tempo anche così, ma sempre meglio che leggere questo blog ;-P

Scherzavo
Nekuia

domenica, gennaio 07, 2007

I Drm sono Web 2.0?

Da qualche giorno si è sparsa la notizia che anche la super protezione degli Hd-dvd sarebbe stata oggetto di Hacking (no, non cracking ma qualcosa di più sottile e a suo modo cavalleresco).

Non ho un lettore Hd-dvd ma la cosa mi fa piacere. Non stupisce, certo. Ma fa piacere. si tratta oramai di una di quelle scoperte annunciate che infastidiscono solo quando ritardano l'appuntamento mediatico.

Negli ultimi mesi si fa un gran parlare del web 2.0, di chi è dentro e di chi è fuori, di chi è avanti e di chi irrimediabilmente 1.0. Ciò che continuo a chiedermi, senza saperlo, è: I DRM sono Web 2.0?


E' 2.0 spendere milioni di euro\dollari per creare protezioni che la gente non vuole, (per questo non si sente colpevole a infrangerle) e che sono destinate irrimediabilmente a cadere?

Oppure ha più senso pagare un poeta per scrivere una filastrocca come quella che si è trovato davanti chi, come quel genio di Maxxus, ha cercato di crackare Mac OsX?
Io sono per i poeti, leggete qui (liberamente tradotto):


Il tuo karma per oggi:
C'era una volta un utente lamentoso
Che avendo un sistema operativo schifoso
decise di fare il lamerone
piratando a scrocco un sistemone
ma il suo hardware rimase un bidone.
Per favore non rubare MAC OS!
Davvero, è proprio lamerissimo

(C) Apple Computer, Inc

Fossi un hacker non mi sarei fermato, certo. Ma quanto più vicina si sente quella compagnia che ammette i propri limiti e chiede comprensione cercando le sue ragioni. Ragioni economiche a parte, credo che i Drm siano in fondo un portato del Web 2.0 ma ma come degenerazione non certo come un suo figlio.
Con libertà di citazione ;-P
Nekuia

martedì, gennaio 02, 2007

Vlc illegale in francia (viva le diversità)

Traduco alla buona: dal 31 dicembre 2006 vedere un dvd protetto con il sistema CSS (come lo è la maggior parte dei dvd) è diventato illegale in Francia qualora venga fatto con con software che consentano di aggirarne le protezioni come VLC.

Il Journal Officiel (l'equivalente francese della nostra gazzetta nazionale) riporta che si rischia una multa di 135€ (circa $180). Questo include anche guardare un dvd che abbiamo, legalmente (e profumatamente) pagato.
Indignazione a parte, il mio problema più grosso, adesso, è pensare a come poterlo spiegare a mio padre se tale genialata dovesse oltrepassere il confine (legislativo). Ho fatto tanta fatica per eliminare dal pc le migliaia di programmi che servivano per una navigazione appena discreta. C'è l'immancabile win media player, poi c'è quick time, segue a ruota, Real Player... Vogliamo poi addentrarci nella jungla di codec per vedere un divx? Meglio di no.

La somma di tutto questo sono svariati Mb nel pc, una miriade di icone inutili e la grossa rogna di dover spiegare a parenti e amici meno tecnologici il perchè di tutto ciò.

Diciamoci la verità: i programmi di cui dicevo (skin a parte) sono quasi tutti uguali. Per un utente medio: hanno il 90% di funzioni in comune e poi leggono un codec proprietario. Stop.

Ma il problema dell'utente medio è vedere il maledetto divx o file .rm.
Avevo risolto con vlc: legge anche le piasterlle del bagno , diceva un caro amico. Ed è vero ;-)
Ora non so come fare; tremo non solo al solo pensiero di dover installare di nuovo tutto ma soprattutto di dover spiegare perchè vedere il dvd con vlc potrebbe un domani essere illegale anche qui.
Accetto suggerimenti. O pacche sulle spalle.

Nekuia