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giovedì, settembre 25, 2008

Google Moderator: prove tecniche di Digging

Parte in sordina il nuovo prodotto di Big G Google moderator

Il servizio non è nulla di nuovo, permette di porre delle domande e di farle votare agli utenti avendo così a disposizione un rank.

L'interfaccia è ancora molto pulita e senza fronzoli ma l'intenzione sembra altrettanto limpida: Fare la guerra a Digg ed ai servizi di social buzz e social news.

Google moderator

In effetti l'integrazione dei meccanismi di ranking con quelli di intelligenza collettiva in tempo reale è una delle barriere che limita di più lo strapotere Google il quale, nonostante i potenti mezzi (e la genialità) accusa qualche colpo nei confronti servizi come Digg o Twitter.

sabato, dicembre 29, 2007

Andante... con BRIO

Volevo scrivere un post per parlare del nuovo Adobe BRIO, un bel servizio di desktop sharing.
Ma è tardi ed ho sonno. Questa ragazza mi ha fatto fare un paio di risate ed ha una bella voce.
Il post lo rimando.


Ps: per i curiosi c'è anche il video con i sottotitoli.

La canzone è scritta per il celebre servizio Digg (il fratellone di diggita, per intenderci). Chi se la sente di scrivere una canzone per diggita?

Nekuia

giovedì, dicembre 20, 2007

Problemi dell'informazione (o dell'istruzione)

Quando accade quello che si vede nella foto, vuol dire che l'informazione comincia davvero ad avere dei problemi.

problemi dell'informazione

Per una volta la svista (perché tutti ci auguriamo che di questo si tratti) non succede in Italia; la differenza con quel che succederebbe qui è lo scalpore che questa allocazione delle notizie ha comportato. Tale da meritare oltre 1500 Digg.

Tornerà forse di moda l'annoso problema che cerca di assegnare la colpa di questo ai giornalisti o a chi i giornali li legge. Non me ne curo, è solo l'abitudine di chi cerca colpevoli anziché soluzioni.

Preferisco notare, con piacere, che la Rete sta sviluppando al suo interno sempre più anticorpi naturali per combattere queste "sviste" o questo tipo di malcostume.

In definitiva - e qui mi accodo a Fausto - la responsabilità non è di chi giornali li scrive, né di chi li legge. Ma di chi ha (o meglio non ha)insegnato a leggere o a scrivere i giornali.

Spesso basta un poco di buon senso, "light tech", se volete, "allo stato brado", se preferite... ma è sempre quella cosa là, no?

martedì, dicembre 19, 2006

Sbagliare è umano, perseverare...

Ci risiamo, uno dei più conosciuti servizi di social news digg tenta di nuovo un cambio di rotta. Il primo scivolone qualche mese fa con il tentativo di imporre la registrazione ai visitatori del sito, pena la possibilità di leggere solo il titolo della notizia e i commenti relativi. Poco male, gli utenti di digg bypassano l’infelice trovata mettendo i link direttamente… sui commenti. Mica male ;-) e tutto sommato in pieno stile Digg.

Corsa ai ripari in seguito al calo impressionante di partecipazione Digg ha fatto in modo di ripristinare la registrazione solo per gli utenti che vogliono suggerire una notizia oppure votarla. Tutto sommato è onesto e ragionevole (e inoltre da accesso al meraviglioso servizio di repository dei propri articoli preferiti).

Passano pochi mesi e la nuova trovata, sulla scia del web 2.0 è tornare ad un’interfaccia degna dell’1.0 più sfrenato. No, non è questione di gusti, colori o preferenze. Semplicemente l’usabilità è calata in maniera drastica e insensata. Se prima la scelta di categorie e sottocategorie avveniva tramite un menù posto sulla sidebar a sinistra ora tutto il processo di selezione si spostato sotto l’header.

Risultato: molto (inutile) spazio in più per i titoli e la descrizione delle notizie inviate; grafica più spoglia e meno accattivante e, cosa peggiore, la fortissima sensazione di uno scopiazzamento grafico del “fratellino minore” Reddit.com nato con altro target, altri intenti, altro stile (per questo, nel caso di Reddit, la stessa grafica è 2.0 mentre per digg è 1.0).

Copiare non è mai, per definizione, un buon modo per distinguersi né per trovare la propria identità. Confido che Digg possa continuare ad esistere ma confido ancora di più nella sua autodeterminazione che, come già successo una volta, possa fare in modo che ritorni sui propri passi ritrovando la sua identità.
Nekuia