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mercoledì, luglio 02, 2008

Le "conversazioni" sono |conversazioni| ?

Nell'impossibilità di scrivere, cito traduco e sintetizzo.
La provocazione di IntelligentMomentum si interroga sulla effettiva componente conversazionale di quelle strategie di commerciali comunemente chiamate conversazioni ma che spesso non lo sono per una serie di motivi.
  1. La maggior parte delle persone è troppo occupata per fermarsi ed ascoltare
  2. Quei pochi che si fermano sono spesso bombardati da troppi messaggi
  3. E' difficile capire decidere su quale messaggio focalizzarsi
  4. Molti messaggi non risolvono i problemi, semplicemente i fraintendono o li peggiorano
  5. La maggior parte delle persone preferisce che gli sia semplicemente presentata una soluzione piuttosto che scoprirla
  6. Molte persone non ascoltano perché già pensano a quanto dovranno dirti dopo
  7. Pensare ed agire in modi nuovi e migliori implica un cambiamento e la maggior parte delle persone non vuole fare nessuna delle due cose.



Via MarketingUsabile via IntelligentMomentum

venerdì, febbraio 08, 2008

Riflessioni su Google e Google news. Sbagliando si impara.

La scorsa settimana, ho tentato - inutilmente - di far includere un sito nella ricerca di google news. Hanno respinto la richiesta perchè non rispettavamo i criteri di indicizzazione.

Che smacco - ho pensato - per chi si occupa di Seo! Mi sbagliavo, per fortuna. Ecco cosa ho imparato.

I parametri tecnici per entratre nella lista di google news sono piuttosto particolari.

- Non sono gradite url parlanti
- Ogni url deve contenere dei numeri,di massimo 3 o 4 cifre, ma non in forma di data;
- Ogni pagina non deve contenere più di una news e non deve ospitare contenuti complessi (javascript etc)

Non sto qui a raccontarvi gli altri, volevo solo notare che sono criteri opposti a quelli della normale indicizzazione.

In effetti non hanno tutti i torti, Google è nato come indicizzazione di relazioni e di fiducia reciproca e premia la fiducia consolidata (contenuti più consolidati e molto linkati).

In soldoni:
- il Google che conosciamo non è fatto per le news.
- Se ti occupi di news non puoi essere ben indicizzato nelle serp normali
- Ne deriva che se ti occupi di news o stai nel contenitore google news oppure sei fortemente penalizzato.

Non si tratta di rispettare dei parametri preferenziali, si tratta proprio di un limite tecnico di Google che crea barriere e favorisce un monopolio.

Voi che ne pensate? Questo mi preoccupa più della privacy sulle mie mail...

Nekuia

domenica, febbraio 03, 2008

Inchiesta Spindoc (messaggio di servizio)

L'ho scritto, (piccolo ma l'ho scritto)
da un po' di tempo il blog\agenzia di comunicazione politica SpinDoc si è fatto carico della mia ingombrante presenza.

Capita a tutti di sbagliare.

Di solito non mischio Light Tech con altro ma, se avete tempo, mi piacerebbe che dedicaste qualche minuto ad una ricerca che stiamo conducendo insieme al team di SpinDoc.

La posto qui sotto senza ulteriori commenti. Purtroppo il template del blog non supporta bene la survey e a volte scrolla un po'. Se preferite potete compilarla direttamente sul sito.



Ogni critica è una manna. Siate generosi.
Thx
Nekuia

lunedì, gennaio 28, 2008

Kaaaki, quanto vale la tua parola? (ovvero cambiali 2.0)

Kaaaki, (non è un typo sono "tre a come orgasmo", per citare gli sviluppatori)

Kaaaki è un sistema di peer to peer della fiducia fatto con soldi finti che, all'occorrenza possono diventare veri. Detto così ci si capisce poco, facciamo un esempio.

Pippo ha qualcosa di pubblico (un blog, un sito...) in questo spazio mette a disposizione gratuitamente dei contenuti (un post, un software, una foto...)
I suoi lettori apprezzano il contenuto e vorrebbero ripagarlo in maniera diretta (ovvero non cliccando sugli adsense o simili presenti sul sito) come fare?

Metodo 1: paypal
rapido e conosciuto ma un po' complesso da gestire ed anti-econmico per le piccole cifre. Spesso poi l'insieme delle operazioni fa desistere dalle donazioni simboliche (tra 0.01 e 1€).
Metodo 2: (light tech) Kaaaki
Kaaaki ha un'approccio diverso. Se avete tempo guardate qua sotto, altrimenti continuate a leggere.




Come funziona
Con kaaaki, (nella versione alpha) si possono fare micro pagamenti (max 1 centesimo di euro). Questo perché la vera base della transazione è fiduciaria. Durante l'iscrizione infatti si crea - o ci si unisce - ad un network di persone con cui si condividono legami di fiducia diretti (amico) o indiretti (amico di amico).

In questo modo, pur essendo il pagamento "virtuale" e simbolico ha alle spalle una vincolo che garantisce la copertura del credito.

In definitiva, con un semplice bottone, posso fare in modo che le persone esprimano il loro apprezzamento sui miei contenuti. Pensate, con appena 1 euro posso pagare 100 persone.

Ovviamente la riscossione ha senso solo su "grandi numeri" quindi, implicitamente, il contenuto è stato ben vagliato prima di poter essere premiato.

Utilizzi
Potrebbe essere un ottimo sistema per il sostentamento di progetti open source o per aiutare soggetti come chiese e no-profit.

Ad esempio integrando il bottone in blog di alto profilo che, pur non avendo traffico adeguato per generare revenue con adsense (perchè magari molto settoriali) hanno però un pubblico affezionato e disposto ad mostrare il proprio apprezzamento. In questo modo le entrate che da sole sarebbero irrisorie, convogliate in un flusso potrebbero aiutare concretamente un progetto.

Bravo fantino e bravo rigger. Se volete rispondere a qualche domanda fatemi un fischio.

Nekuia

sabato, dicembre 29, 2007

Andante... con BRIO

Volevo scrivere un post per parlare del nuovo Adobe BRIO, un bel servizio di desktop sharing.
Ma è tardi ed ho sonno. Questa ragazza mi ha fatto fare un paio di risate ed ha una bella voce.
Il post lo rimando.


Ps: per i curiosi c'è anche il video con i sottotitoli.

La canzone è scritta per il celebre servizio Digg (il fratellone di diggita, per intenderci). Chi se la sente di scrivere una canzone per diggita?

Nekuia

martedì, dicembre 04, 2007

L'embed come successore della deissi cognitiva: ovvero "sulla deissi digitale"

Qualche giorno fa, per lavoro mi è capitato di ricevere un codice di embed "non funzionante". Il problema stava nel fatto che mancava il link al video, questo mi ha portato a riflettere sulla natura dell'embed.
L'embed, di fatto il vero emblema della rivoluzione di internet (che lo si chiami Web 2.0, pippo o o user generated content) non è altro che la trasposizione sul web di una forma linguistica detta "deissi".

A dire il vero, non essendoci duplicazione dell'oggetto ma solo un puntamento che poi il bowser si va a recuperare (come ad esempio nel caso di un embed di youtube) la deissi classicamente più simile è la cosiddetta deissi cognitiva. Cioè è implicito il
completamento "che tu sai", il che lo differenzia dalla antono
masia, in cui il riferimento è unico. Es. la perpetua (antonomasia, perchè di perpetua di riferimento ce n'è una sola) ma se dico

il pinguino è meglio della mela
[ed in questo contesto molti avranno inteso Linx è meglio di apple] non necessariamente mi riferisco ad un pinguino ma ad un pinguino che tu sai [potrebbe benissimo essere riferito alla scelta di un peluche per un regalo]

Certo, anche nel caso degli embed ci son degli accorgimenti tecnici che, per dirla light tech, rendono il contenuto "non proprio lo stesso" dal punto di vista dei bit (es la ridondanza su più server come accade da poco sui siti nazional di yotube) ma di fatto che usa quella deissi ne è ignaro.

Stiamo forse arrivando ad un nuovo tipo di deissi digitale?

Nekuia